Piale, 4 gennaio 1936  ·  Villa San Giovanni, 6 aprile 2026

Giovanni Santoro,
una vita per il mare

Comandante di Lungo Corso, Ufficiale della Marina Militare, sindacalista, sindaco, intellettuale. Quarant'anni di navigazione attraverso gli eventi che hanno cambiato il Novecento.

Scopri la sua storiaIn memoria
Il Comandante Giovanni Santoro al timone della sua nave, in divisa bianca
40anni di navigazione
3oceani solcati
20anni nell'ANMI
30anni in CGIL
Chi era

Un marinaio, un uomo di Stato

Uno dei marinai italiani più longevi e rispettati della sua generazione. Ha solcato Atlantico, Pacifico e Indiano, toccando porti da Shanghai a New York, da Hiroshima a Rotterdam, da Buenos Aires ad Amburgo, da Macao al Sudafrica, portando il nome dell'Italia con onore in ogni angolo del pianeta. Testimone diretto della Rivoluzione Cubana, della Prima Crisi del Libano, del Giappone del dopoguerra e dello Stretto di Suez.

1955 – 1957

Gli esordi: le motonavi presidenziali

Diplomato all'Accademia di Livorno nel 1955, il giovane Guardia Marina fu imbarcato sulle motonavi presidenziali nel Golfo di Napoli, incaricato di trasportare ministri e Presidenti della Repubblica. L'Italia del dopoguerra ritrovava sé stessa: fu il battesimo di una carriera straordinaria.

Giovanni Santoro Guardia Marina in alta uniforme bianca con sciabola, negli anni dell'Accademia
Marina Militare

Specialista di cannoni da 120 mm

Per tre anni al servizio della Marina Militare Italiana, vivendo la tensione della Prima Crisi del Libano, uno degli episodi più delicati della storia mediterranea del dopoguerra.

In servizio nella Marina Militare
Marina Mercantile

Leonardo da Vinci e Saturnia

Concluso il servizio militare entrò nella Marina Mercantile: a bordo del transatlantico Leonardo da Vinci, poi Secondo Ufficiale sul Saturnia, sulla prestigiosa tratta Genova – New York, una delle rotte simbolo dell'emigrazione e del commercio italiano.

Il transatlantico Leonardo da Vinci con il gran pavese
Oltre dieci anni

Dal Pacifico all'Atlantico

Primo Ufficiale e poi Comandante di mercantili nazionali e internazionali, con carichi di soia e carbone tra i continenti. Un curriculum culminato nel grado di Capitano Superiore di Lungo Corso.

Genova – NorfolkBrasile e ArgentinaCanale di Panama Cina · Indonesia · Thailandia · GiapponeHiroshimaShanghai MacaoSudafricaRotterdam · AmburgoCanale di Suez (20 anni)
La foto del libretto di navigazione di Giovanni Santoro da giovane
Anni Sessanta

Hiroshima

Visitò Hiroshima negli anni Sessanta, a pochi decenni dalla bomba atomica.

Il Comandante a Hiroshima
1959

Cuba: sei mesi di Rivoluzione

Una sosta di sei mesi sull'isola nei mesi caldi del cambiamento storico. Si unì ai Batallones de Trabajo Voluntario, lavorando nei campi di barbabietola da zucchero, e vide da vicino l'ascesa di Fidel Castro e del Che Guevara.

Leggi la storia completa → su i sei mesi a Cuba nel 1959

Cuba, 1959
1972 – 1998

Lo Stretto di Messina

Dopo dieci anni di navigazione oceanica scelse di tornare alla sua terra. Per oltre vent'anni comandò le navi traghetto delle Ferrovie dello Stato nello Stretto di Messina, guidando più di dieci unità diverse.

Varò l'Agata ai Cantieri di Riva Trigoso e seguì a Palermo l'ammodernamento del Cariddi. Accolse sulle sue navi cariche istituzionali, da Fanfani a Saragat, e guidò l'ammiraglia San Francesco di Paola a Scilla per i fuochi di San Rocco, unico caso nella storia. Redasse numerose relazioni per l'Autorità Portuale dello Stretto. Tra gli anni Novanta e gli anni Duemila presiedette inoltre, presso la Motorizzazione Civile di Reggio Calabria, le Commissioni di esame per le patenti nautiche, come figura esterna ed esperto di navigazione. Tra la fine degli anni Ottanta e il 2000 inviò inoltre al Ministero dei Trasporti varie relazioni sull'aumento del trasporto su gomma rispetto a quello ferroviario delle merci, prevedendone le conseguenze per gli snodi portuali del Sud e per Villa San Giovanni: una previsione che si rivelò profetica. Riteneva Villa San Giovanni uno snodo strategico ferroviario e vide tramontare, con l'affermarsi del trasporto su gomma, la natura strategica della sua città.

Leggi la storia completa → su le relazioni al Ministero dei Trasporti sul trasporto su gomma

Navi passeggeri

Edra

Navi per auto e passeggeri

PaceAgataFata MorganaRiace

Navi per treni, auto e passeggeri

CariddiMongibelloIginiaRosaliaSibariSan Francesco di PaolaScillaVillaLogudoro

Leggi la storia completa → su gli anni sullo Stretto di Messina con i traghetti delle Ferrovie dello Stato

Le navi del Comandante

Il traghetto Cariddi ormeggiato
Il traghetto Cariddi, di cui seguì a Palermo i lavori di ammodernamento.
Il traghetto Scilla in navigazione
Il traghetto Scilla, una delle unità da lui comandate.
Il traghetto Rosalia delle Ferrovie dello Stato
Il traghetto Rosalia, delle Ferrovie dello Stato, in manovra nello Stretto.
Il traghetto Fata Morgana in uscita da Messina, accanto alla Madonnina del porto
Il traghetto Fata Morgana in uscita da Messina.
Il traghetto Mongibello
Il traghetto Mongibello, demolito nel 1995.
Il traghetto Iginia in ingresso a Villa San Giovanni
Il traghetto Iginia in ingresso nel porto di Villa San Giovanni.
Il traghetto Pace a Villa San Giovanni
Il traghetto Pace a Villa San Giovanni, con i passeggeri sui ponti.
Il traghetto Agata a Messina
Il traghetto Agata a Messina, che varò ai Cantieri di Riva Trigoso.
Il traghetto Sibari in uscita da Messina
Il traghetto Sibari in uscita da Messina.
La nave passeggeri Edra, delle Ferrovie dello Stato
La nave passeggeri Edra, delle Ferrovie dello Stato.
Il traghetto Villa in arrivo a Messina
Il traghetto Villa in arrivo a Messina.
La nave ammiraglia San Francesco di Paola
Il San Francesco di Paola, la nave ammiraglia che guidò a Scilla per i fuochi di San Rocco.
Il traghetto Riace
Il traghetto Riace.
«Medaglia d'Oro di Primo Grado per la Navigazione di Lungo Corso»
LA PIÙ ALTA ONORIFICENZA PER I MARINAI CHE HANNO DEDICATO L'INTERA CARRIERA AL MARE

Leggi la storia completa → su la Medaglia d'Oro di Primo Grado per la Navigazione di Lungo Corso

Politica, cultura, sindacato

Una vita per i diritti dei lavoratori del mare

Iscritto al PSI dal 1964, militante della sinistra fin dal Fronte Democratico Popolare, sindacalista CGIL per più di trent'anni: i diritti dei lavoratori non erano un privilegio, ma una conquista da difendere ogni giorno, senza lasciare nessuno indietro. Si ritirò dalla politica nel 1994.

Compagni di battaglie

Compagno di partito del professor Salvatore Cingari, deputato di Campo Calabro.

Amicizia con Falcomatà

Profonda stima reciproca con il Sindaco di Reggio Calabria Italo Falcomatà.

Kiwanis Club

Socio e presidente del Kiwanis International a Villa San Giovanni, dal 1980 al 2026, accanto ai più bisognosi.

Umiltà

Con rara umiltà declinò l'onorificenza di Cavaliere del Lavoro.

Il Lido Cenide di Villa San Giovanni, di notte
Villa San Giovanni, Lido Cenide: cartolina d'epoca, di notte.
Cultura e amicizia

Il Circolo Culturale Cenide

Giovanni Santoro fu frequentatore e membro attivo del Circolo Culturale Cenide, uno dei luoghi simbolo della vita culturale di Villa San Giovanni, dove il dialogo e le idee trovavano casa accanto al mare.

Giovanni Calì

Fondatore del Circolo, mecenate e genio industriale. Vincitore dell'Oscar dei Due Mondi e Cavaliere del Lavoro. Del Comandante fu un caro amico.

Un'amicizia nata attorno alla stessa passione per la città, la sua storia e la sua vocazione industriale e culturale, la stessa che il Comandante sognò di raccontare in un Museo della Storia Industriale.

Giovanni Santoro, Sindaco
1989 – 1993

Sindaco di Villa San Giovanni

Eletto il 14 maggio 1989 con 406 preferenze, il più votato tra i socialisti, fu Assessore all'Urbanistica (1989–1992) e poi Sindaco (1992–1993): l'unico sindaco socialista nella storia della città.

Sognava un Museo della Storia Industriale per ricordare la vocazione internazionale della città, la «Manchester» del meridione. Portò avanti la battaglia per la ricollocazione del traghettamento privato dal centro cittadino, sostenuta fino agli ultimi giorni.

Tra le opere: la strada da Via Giovanni Trecroci a Via Columna Reghina, l'interramento del Torrente Immacolata in Via Riviera e del Torrente Campanella.

Leggi la storia completa → su il mandato da Sindaco di Villa San Giovanni

Oltre vent'anni di impegno

ANMI — Associazione Nazionale Marinai d'Italia

Per oltre vent'anni dedicò sé stesso all'Associazione, con responsabilità crescenti a ogni livello. Una presenza che lasciò un segno indelebile nella sua città e nell'intera struttura nazionale.

Presidente Sezione di Reggio CalabriaDelegato Regionale per la CalabriaConsigliere Nazionale

Leggi la storia completa → su l'impegno di Giovanni Santoro nell'ANMI

Il Comandante con l'ANMI
2004

Il Monumento al Marinaio

Realizzato insieme al Gruppo di Reggio Calabria sul Lungomare di Catona, è dedicato alle Medaglie d'Oro e ufficiali reggini Tommaso Gullì e Bruno Falcomatà.

Il Monumento al Marinaio sul lungomare di Catona, con le bandiere europea e italiana e lo Stretto sullo sfondo
Il Monumento al Marinaio sul Lungomare di Catona, con lo Stretto sullo sfondo.
Giovanni Santoro interviene all'80° anniversario del Gruppo ANMI di Reggio Calabria Tommaso Gullì
Delegato Regionale

80° anniversario del Gruppo «Tommaso Gullì»

Prese la parola in qualità di Delegato Regionale ANMI in occasione dell'80° anniversario del Gruppo di Reggio Calabria «Tommaso Gullì».

27 – 28 settembre 2008

17° Raduno Nazionale ANMI

Il culmine del suo impegno: uno degli eventi più importanti e maestosi degli ultimi decenni nella storia dell'associazione, rimasto nella memoria della città e dell'intera comunità marinara italiana.

Leggi la storia completa → su il 17° Raduno Nazionale ANMI del 2008

Locandina del XVII Raduno Nazionale Marinai d'Italia, Reggio Calabria, 27-28 settembre 2008
La locandina del XVII Raduno Nazionale.
20.000+presenze
2giorni di raduno
1Settimana del Mare
Il Raduno Nazionale ANMI a Reggio Calabria
  1. 1

    L'arrivo delle navi

    In porto la nave scuola Amerigo Vespucci e la Nave San Giorgio con il Battaglione San Marco.

  2. 2

    Il cielo tricolore

    Nel cielo di Reggio le Frecce Tricolori.

  3. 3

    La parata sul lungomare

    Una sfilata che interessò tutto il Lungomare di Reggio Calabria.

    La sfilata dei marinai con le bandiere sul lungomare di Reggio CalabriaIl corteo sul lungomare di Reggio Calabria con gli ufficiali e le associazioni d'arma
    Giovanni Santoro in sfilata con la delegazione ANMI di Reggio Calabria durante il Raduno
    Giovanni Santoro in sfilata durante il Raduno (a destra), con la delegazione ANMI di Reggio Calabria.
  4. 4

    Gli ospiti d'onore

    Il Presidente della Camera Gianfranco Fini, il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, il Capo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio Paolo La Rosa e il Principe Amedeo Duca d'Aosta.

    Gli ospiti d'onore sul palco del Raduno: Scopelliti, La Russa e Fini
    Gli ospiti d'onore: da sinistra Scopelliti, il Ministro La Russa e il Presidente della Camera Fini.
  5. 5

    La Settimana del Mare

    Iniziative culturali dedicate al mondo marino e alla Marina Militare, con la simulazione di sbarco del Battaglione San Marco sulle coste reggine.

  6. 6

    Il ricordo

    All'inizio del lungomare un monumento con un'antica ancora ricorda l'evento storico.

    Il monumento con l'ancora sul lungomare di Reggio Calabria
2017

Museo Marinaro di Cannitello

Insieme al collega Giuseppe Cartella (ANMI) volle e realizzò con tenacia il Museo Marinaro, restaurando il vecchio Municipio del Borgo di Cannitello: un patrimonio permanente dedicato alla storia del mare, dei marinai e dello Stretto di Messina.

Mentore di generazioni di marinai, non in aula ma nella vita, guidò nuove leve della Marina che sarebbero arrivate fino ai gradi di Ammiraglio.

Leggi la storia completa → su il Museo Marinaro di Cannitello

Chi non dimenticò mai

Memoria

Giovanni Santoro attraversò una delle epoche più complesse mai vissute. Fu un grande servitore dello Stato e non dimenticò mai chi aveva perso lungo il cammino.

  • Il giudice Antonino Scopelliti

    Antonino Scopelliti

    Magistrato9 agosto 1991

    Uomo di rara cultura, amico d'infanzia e compagno di vita del Comandante. Guidò le indagini sulla strage di Piazza Fontana, sulla strage del Rapido 904 e sul sequestro dell'Achille Lauro; sostenne l'accusa nel caso Moro e la pubblica accusa in Cassazione nel Maxi-Processo.

    La sua vita fu spezzata il 9 agosto 1991. Ogni anno, nel giorno della sua tragica morte, Giovanni Santoro ne onorò la memoria a fianco delle istituzioni nazionali, perché il sacrificio di un uomo giusto non venisse mai dimenticato.

    Leggi la storia completa → su il ricordo del magistrato Antonino Scopelliti

  • Il Capitano di fregata Natale De Grazia

    Natale De Grazia

    Capitano di fregataMedaglia d'oro al merito di Marina alla memoria

    Audace comandante nato a Catona, scomparso a 38 anni. Giovanni Santoro fu il suo mentore e con lui condivideva la passione per la cura del mare. Lasciò ai posteri il coraggio di chi non ebbe mai paura di arrivare fino in fondo nella verità.

    Giovanni Santoro, insieme al Gruppo ANMI di Scilla, dedicò a lui la sede del gruppo. Ogni anno ne commemorò la memoria insieme alle istituzioni, affinché il suo valore fosse sempre ricordato.

    Leggi la storia completa → su il ricordo del Capitano di fregata Natale De Grazia

  • Trecroci, consigliere comunale di Villa San Giovanni

    Giovanni Trecroci

    Consigliere comunaleVilla San Giovanni

    Amico e stimato collega del Consiglio Comunale, vittima innocente di una stagione molto triste per l'intera comunità villese. Il Comandante dovette assistere alla sua tragica scomparsa durante il proprio mandato.

  • Franco Salzone

    Imprenditore

    Brillante professionista e amico di lunga data, la cui vita fu interrotta troppo presto. Giovanni Santoro ne custodì sempre il ricordo con devozione.

Una persona che non ha mai dimenticato chi ha perso lungo il suo cammino.

Il Comandante Giovanni Santoro in una passeggiata sul lungomare
Un maestro di vita, ovunque fosse.
Pensiero e filosofia

Un maestro di vita

Intellettuale autentico, figlio di quella terra meridionale che conobbe la fame e la durezza del dopoguerra, meridionalista convinto e libero pensatore: non portò mai il proprio sapere come un'insegna, ma come un dono da condividere in silenzio.

Non smise mai di apprendere: la sua curiosità restò intatta, quasi ostinata, come quella di chi sa che il mondo è sempre più vasto di quanto si sia riusciti ad esplorare. Verso il prossimo nutriva una premura rara, quasi paterna, e un'umiltà che restava impressa a distanza di anni.

Il suo rispetto per il mare era sacro e serafico. I suoi racconti trasportavano in storie degne di Hemingway. Non era solo un comandante, ma un vero maestro di vita: ovunque sia stato, ha lasciato un fulgido ricordo.