Figura di riferimento del Ministero dei Trasporti per la viabilità marittima nel Mediterraneo e nello Stretto di Messina, Giovanni Santoro redasse, tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta e fino al 2000, varie relazioni inviate al Ministero dei Trasporti sull'aumento del trasporto su gomma rispetto al trasporto ferroviario delle merci.
L'allarme sugli snodi portuali del Sud
Nelle sue relazioni descrisse l'aumento esponenziale del traffico su gomma e avvertì che sarebbe ben presto diventato un problema negli snodi portuali del Sud.
Il futuro di Villa San Giovanni
Riteneva Villa San Giovanni uno snodo strategico ferroviario e vide tramontare, con l'affermarsi del trasporto su gomma, la natura strategica della sua città.
Evidenziò che, di quel passo, l'area strategica di Villa San Giovanni, con il suo enorme scalo, si sarebbe via via spenta, a favore del traghettamento dei mezzi su gomma e dell'ascesa dei traghettamenti privati dedicati solo al trasporto su gomma.
Il tema dei traghettamenti privati fu al centro anche di una battaglia civile che portò avanti da Sindaco: la ricollocazione dell'attraversamento dal centro della città, come racconta la storia del suo mandato da Sindaco di Villa San Giovanni.
Una previsione rivelatasi profetica
Dopo il suo pensionamento, e fino ai giorni nostri, l'aumento non si è mai fermato: oggi la gran parte del trasporto merci viaggia su camion. Dal 2010, in Italia, la riduzione dei servizi ferroviari per le merci ha fatto perdere a Villa San Giovanni una grande risorsa e un importante hub.
La questione dell'inquinamento
A tutto questo si aggiunge la questione dell'inquinamento, sempre crescente.
I dati di oggi e le fonti
Le previsioni contenute nelle relazioni trovano riscontro in alcuni dati pubblici. I numeri che seguono sono quelli riportati dai documenti indicati, che si possono consultare uno per uno.
- Merci su ferro e su strada in Italia. Secondo la decisione della Commissione europea C(2022) 7995 del 31 ottobre 2022, nel 2019 la quota del trasporto ferroviario delle merci in Italia era del 6%, contro il 61,9% della strada e il 32,1% del mare. La quota ferroviaria italiana risultava inferiore alla media dell'Unione europea (7,9%).
- Villa San Giovanni nel 2010. Il 4 febbraio 2010 il quotidiano QdS, nell'articolo «Messina – Salta anche il trasporto merci, ennesima ritirata delle ferrovie», riportava che RFI e Trenitalia avevano annunciato il potenziamento dello scalo di Villa San Giovanni, fermando per il momento il trasporto su ferro e trasferendo su gomma la merce diretta in Sicilia. I sindacati denunciavano ricadute economiche e la perdita di circa cento posti di lavoro.
- Il porto di Villa San Giovanni. Secondo l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, il porto ha otto scivoli: quattro in concessione a Caronte & Tourist e tre in concessione a RFI per le navi ferroviarie.
- Mezzi pesanti nello Stretto. Un documento depositato alla Camera dei deputati nel 2023 stima circa un milione di mezzi pesanti all'anno tra Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria (dati del 2022).
- Inquinamento. Secondo il rapporto ISPRA sulle emissioni di gas serra, riportato da QuiFinanza, nel 2022 i trasporti pesavano per il 26% sulle emissioni nazionali e oltre il 90% di queste proveniva dal trasporto stradale. L'inventario nazionale ISPRA delle emissioni del trasporto su strada segnala il peso del traffico stradale di persone e merci sulla qualità dell'aria, soprattutto nelle aree urbane: monossido di carbonio, composti organici volatili, ossidi di azoto e particolato.
Lo Stretto, giorno dopo giorno
Le relazioni nascevano dall'esperienza di una vita sulle navi dello Stretto: dal 1972 al 1998 Giovanni Santoro comandò le navi traghetto delle Ferrovie dello Stato, e redasse relazioni anche per l'Autorità Portuale dello Stretto di Messina. Leggi gli anni sullo Stretto di Messina con i traghetti delle Ferrovie dello Stato.
